Capita frequentemente che i genitori anziani cointestino il loro conto corrente ai figli, o a chi è più vicino a loro.
Alla morte del genitore, si pone il quesito sulle spese fatte con quel conto: furono effettivamente soldi impiegati per il genitore?
La Cassazione ha trattato il caso dei prelevamenti fatti da una figlia cointestataria del conto con i genitori.
Era stato già accertato che la provenienza dei fondi risaliva integralmente ai genitori; ora i fratelli chiedevano che la sorella restituisse ciò che aveva prelevato.
Il Giudice ha considerato che la figlia avesse convissuto con i genitori e che fosse necessario accertare il più probabile impiego delle liquidità, anche considerando le esigenze di cura dei genitori, in rapporto all’età e alle loro condizioni personali e di salute.
La figlia può perciò provare di aver sostenuto spese per i genitori, anche riferendosi alla datazione ed alla reiterazione dei prelievi, alla loro entità, all’età ed alle condizioni personali dei genitori, alla sua situazione reddituale e lavorativa.
Si deve presupporre inoltre che i genitori volessero aiutare il mantenimento della figlia, priva di redditi, in forza degli obblighi di solidarietà familiare.